Dunque è vero! Non siamo tutti uguali ed i supereroi non esistono. Dio ke visione… e ora? Se non apparteniamo ad un insieme omogeneo e biunivoko kome riuscire a komprenderci? Kome vorrei poter kamminare sulle strade di San Francisco… Ma ora la mia preokkupazione ha primaria importanza. Vedo e traduko, solo da poko tempo, molte situazioni in prospettive diverse, più profonde della mia tanto dekantata superficialità. Mio padre non è un super uomo… “solo” perké ha perso il lavoro, la dignità e si sente più fragile ed incerto kome la mia solitudine? Eh sì!, anke lui è un’ uomo: sikuramente il peggiore ke konoska! Rikordo bene quel “ti voglio bene babbo” tanto atteso e finalmente lasciato libero benké per telefono mentre da lontano Lui lo dimostrava kostantemente nonostante la Mia ingratitudine. Più ke pelle d’oka… krosta d’oka. Vorrei dare un kalcio a questo kazzo di Mondo. Rimpiango il romanticismo e tutti i suoi pseudonimi. Una frase di un komponimento dice ke non sapremo dove andare se non abbiamo konsapevolezza delle nostre origini… béh Io non so neanke dove sono e a ke ora ci sono arrivato. Sono immerso nel malto bolloso e affogo, le urla diventano bolle bronzate pesanti ke kadono inevitabilmente verso il basso, sul fondo di un pozzo di latta rosso dove si konfondono kon mille monetine per mille inutili desideri. Glabro e appiccikaticcio sono qui davanti a te. Vago pazzo per lo spazio sul dorso di un kavallo ke ha perso la propria Regina, e ke non vuole kredere alla sorte ke lo attende. Skakko in kulo alla mia vita, prima vita, morta prekoce. Delittuoso ed effimero pekkato veniale, ironiko gioko di parti multifunzionali. Quali sono quindi questi parametri sensibili galattici ke skontrandosi poi in milioni di anni hanno kreato il kontinuo mutamento istantaneo dinamiko ed irreversibile ke kostruisce, minacciato dall’entropia, il nostro pikkolo ma komplesso Universo? E noi pikkole X per pikkole Y produciamo equazioni lineari ke desidererebbero konoscere lo Zero, ed artificiosamente intersekiamo la nostra esistenza su centri koncentrici le kui tangenti vivono velocemente le pendenze su kui si sviluppano kome l’amore incide sulla nostra minuskola parabola ke kostruiamo fino alla morte. Kosì ora passiamo ore e ore al telefono, insieme, respiriamo aria nuova ke si spreka oltre i kancelli ke si apriranno se Dio vuole, le troppe delusioni ke il nostro inkonscio già impattava nel passato ma dalle quali Egli stesso voleva tenerci lontano, al sikuro, per poi farci sbattere kontro da adulti per elaborare nuove informazioni sulle reazioni e le konseguenze delle stesse. Allora noi soppeseremo il koncetto della vita…
Però sono sikuro di amarti; a giorni alterni.
Nostalgike e piene di rabbia riekeggiano nelle mie pikkole orekkie le urla, di dolore di un amore infantile moribondo, rapite dalla promessa ke niente e nessuno mi avrebbe più umiliato ed annientato; ma il bambino ke ankora sono, ankora soffre e non ha trovato molti ostakoli per riprendere a skavare la propria fossa.
Kammino ore per la strada. Nell’aria respiro il profumo umido dell’asfalto bagnato, in testa risuona ankora l’eko delle parole in bokka a quella gentaglia. Esistono questioni sakre, superiori o almeno kosì le konsiderano, kosì kome penso ke siano impronunciabili da ki non ne possiede il sentimento. Un uomo mi porge il barattolo rosso e nel pikkolo pozzo ke mi rikorda, lascio kadere l’ennesima pikkola monetina per l’ennesimo pikkolo desiderio. Il rumore all’interno dei bar si alterna kon quelli dei passi di legno ke scivolano sul pavois reso lucido dalla pioggia. Non è la prima volta ke kammino kosì… sotto l’acqua. Anke quella sera ero ormai senza parole. Tritata finemente l’ultima riga di felicità non mi restava ke uscire, mi fiondai kosì… tutto kotto fuori dal cesso di quel postaccio desideroso di tornare a respirare aria pulita. Non sapevo ankora di venire da te, kontinuava a kolarmi il naso e desideravo solo affogare in un bikkiere di whiskey.
Kome tutto nella mia vita, questo periodo di demenza l’avevo scelto Io. Il mio karo amiko Dave ha trovato la metafora ke più kalza la rievokazione della “Sniffata”. Però non si tira perké si è soli. Il mio era solo un kontinuo e perpetrato tentativo di konoscere ed appagare i desideri utopistici della bestia. La bestia è quella parte di Noi ke konfonde, insinua e destabilizza la nostra koscienza. Eppure la felicità non era mai stata kosì vicina akkàsa… Era vestita di top rosso, blue jeans e skarpe koi takki sorridenti. Ballava piena di vita ed i suoi kapelli kastani si muovevano a tempo. Ho preso la vita per le palle, dimentikai ke ero lì per kontinuare ad offendere il mio naso e fu kosì ke per un’ora ci tenemmo per mano; non rikordo di essere mai stato kosì loquace. Brillavo del tuo riflesso ed ero inebriato dall’eko delle tue risate… ke ankora ripensandoci koprono ed avvolgono i rumori fuori dal mio inferno.
Li avverto… stanno arrivando tintinnando le kiavi dei nostri gironi, i nostri angeli kustodi; apriranno per poke ore le nostre gabbie, e sono pronto a uscire e kome una spugna assorbire energia di vita.
Quello ke so è ke non sono sikuro di amarti ora, perké sei diversa da quando amavi me prima ke fossi Io a kambiare. L’ultimo spettakolo di autodistruzione a kui ho assistito è stato l’abbattimento delle Torri Gemelle… e dire ke pensavo Io di essere Ground Zero. Anke quel giorno, questa notizia, non aveva avuto su di me l’effetto ke invece skonvolse milioni di persone, difatti ero alla disperata ricerka di un fottuto rikordo karino della mia infanzia… Se mi sento partikolarmente morto quando tiro fino all’alba è altrettanto vera la sensazione di vita ke provo quando sono alla “ricerka”. E’ una filosofia…, bisogna sapersi muovere attraverso kondutture molto strette, rikke di trebekkole, giokare kon le parole silenziose e vivere intensamente il tempo ke passa molto lentamente… attendendo lo sviluppo del gioko. Certo è vero ke per sentirmi vivo devo avvertire il riskio ed essere sotto pressione, la ricerka kontinua e maniakale è sintomo ke c’è qualkosa ke non gira a dovere. E’ naturale pensare di konseguenza, ke anke nell’amore avverta quindi il desiderio di stravolgere l’ordine dei valori, perké deve signifikare soffrire ed è stato sempre kosì sin dalle elementari. Forse l’abitudine koltivata fin da pikkolo di maneggiare soldi ed assumermi responsabilità più gravi del mio peso ne ha intercettato e sminuito il valore affettivo. Tante volte realizzo di essere perikoloso, ma felice quando non ho un euro in taska. Questa assidua ricerka di dolore e sofferenza nasce dalla forzata volontà di essere privi di tutti quei pregi e privilegi forniti nientepokodimeno ke da madre natura, madre delle differenze non rikieste su kui però naskono kontinue diskriminazioni. La battitura a tappeto, ekoskandagliata degli abissi delle emozioni umane è quindi iniziata ankora in età prekoce. Nasce kosì figlia dei dubbi e dei tormenti di un bambino ke legge nell’aria quanto konti nascere, delle volte, ki non si è. Quante volte ho desiderato kiudendo forte gli okki “ fermate tutto, voglio scendere!”, pekkato, ke, quando ciò avviene non sia una koincidenza. In effetti non è kompito nostro o non è nelle nostre possibilità poter scegliere le modalità ed i tempi di sosta. Era però molto tempo ke aspettavo. Dal mattino, fin dal risveglio, avevo kome il sentore, sebbene ankora non immaginassi kosa mi attendesse, ke sarebbe stata una giornata strana… di straordinaria importanza. Intorpidito, pigro… insolitamente passivo, pronto ad affrontare il lungo ed arido periodo privo di approvvigionamenti ero pronto ad affrontare il letargo ormai stanko e privo di energie. L’attesa era dunque terminata, dovevo solo essere dove Loro sarebbero venuti a cerkarmi. Sikuramente “gli altri” non erano pronti, erano molto agitati… nervosi… hanno cerkato fino all’ultimo di salvarsi; ma ormai era troppo tardi per qualsiasi kolpo di scena.
Ora è giunto il tempo di riesaminare i dati ed analizzare il kontenuto di tutta questa esperienza neanke pionieristika. Anni ed anni di domande, ipotesi, pensieri: meritano una risposta… ed è a portata di mano; devo solo tradurre kon il kodice appropriato, la memoria non ankora satura del mio elaboratore…